Lo Psicologo esperto in Criminologia Giuridico-Forense

I MODELLI DI FORMAZIONE DEL SUPER IO: SUPER IO CRIMINALE.

                                ”L’uomo è da sempre nell’eterno   conflitto tra

                                                             libertà e coscienza”

                                                                                          Natura  non facit saltus (Linneo).

Una prospettiva fenomenologico – antropologica

 Parlare di  Super Io è coinvolgere la civiltà, la storia, la cultura,  la società  apportatrice di tradizioni, di costumi, di tabù, di stereotipi; significa percorrere una strada  che  seppure accidentata e discussa  in campo speculativo e da certe politiche  ideologizzata  -nei suoi contenuti più negativi -  diviene uno strumento di forte impatto emotivo e sociale che  definisce  in tutte le sue accezioni un modo di esistere, di pensare, di essere  personale e collettivo.

Definisce i cambiamenti che si sviluppano in una prospettiva storica e culturale, entro lo spazio ed  il tempo vitale  “dell’esistere e dell’essere come persone” [1] “.

            Non si può considerare l’uomo nell’isolamento della sua soggettività,  ma nella sua originaria apertura al mondo, essendo questa apertura non il prodotto di una relazione, ma la dimensione originaria dell’umana esistenza nella sua globalità psicofisica e spirituale[2].

Il Super Io è coinvolto dalla  visione del mondo (Weltanschauung) [3]  che ne ha l’uomo; il suo pensiero corrisponde al suo modo di essere presente  nel mondo, definisce l’opinione  che l’uomo dà di sé nel mondo e al mondo.

Questa espressione si riferisce , in generale,  all’universo che ogni  popolo, ogni cultura, ogni epoca e ogni individuo si costituiscono conferendo al mondo un determinato senso e un  determinato valore attraverso le azioni che compie.

Tale visione non è mai definita e conclusa,  ma sempre dinamica e aperta perché dipende dalla attribuzione di senso  (Sinngebung) che l’uomo di volta in volta dà al  mondo.

                In questa attribuzione consistono la libertà  dell’uomo e le radici ultime del suo modo di essere strettamente dipendente dalla visione che egli ha del mondo” e che ha in buona parte recepito al di fuori di sè, nel rapporto dell’uomo con sè stesso -che la fenomenologia definisce il Da sein – e con l’esistenza,  sia essa individuale che sociale, definita di Weltanschauung .

L’Uomo biologico in senso evoluzionistico è distinto da tutti gli altri animali dallo sviluppo a livello cerebrale e dal grado di intelligenza e capacità di interiorizzazione delle conoscenze storiche, sociali e culturali.

Da che mondo è mondo , l’individuo, fa la sua esperienza, fa la sua storia, fa la storia. Segna i passaggi  fondamentali  della sua natura ,  cioè del suo “essere” , del suo “esistere” all’interno del pianeta terra.  Protagonista assoluto e quasi incontrastato dell’universo.

Il suo vivere l’universo e nell’universo, passa tuttavia attraverso modificazioni  radicali determinate da eventi geofisici , sia dalla sua stessa natura organica , sia dai  cambiamenti insiti dentro la storia stessa della umanità che lo toccano in prima persona e lo influenzano a tal punto da modificarne il percorso lungo la strada dei secoli .

Come esempio recente si può citare il fenomeno dell’onda anomala definita “tsunami” [4]che ha prodotto nell’immediato uno sconvolgimento di carattere geofisico , ma ha anche inciso e inciderà -questo lo dirà la storia- sugli usi e costumi di molti occidentali, usi a trascorrere periodi di ” turismo a volte anche sessuale in quelle zone mediorientali ove il fenomeno si è verificato.

Sostanzialmente,  la civiltà umana subisce cambiamenti più o meno forti;   le stesse tradizioni culturali, morali, religiose, storiche, etniche, sono state toccate dagli stravolgimenti delle culture del momento  così i singoli individui nella società, come a dire che l’uomo è soggetto ed oggetto della sua storia e delle trasformazioni e modificazioni che si verificano nel corso del tempo[5].

A livello psicologico, l’individuo,  interpreta la vita e se stesso nel mondo in base a quanto ha introiettato nel corso dei secoli e della sua storia in costanza di vita ; con la sua identità,  è lo specchio della società in cui vive; infatti, dal passato meno recente ai giorni nostri si sono susseguiti modelli di comportamento , un filo intergenerazionale che  riprende fedelmente gli atteggiamenti, i pensieri, le idee in un arco di tempo estremamente ampio nel corso delle generazioni.

Acquisisce la capacità di scambio immediato tra quanto è ereditato e quanto si eredita al fuori di sè attraverso gli organi  sensoriali, di cui è dotato; Il corredo biologico psicologico e morale che  lo accompagna nella vita è  insito nel suo essere e nella trasmissione tra gameti al momento della fecondazione umana, avviene  uno scambio di valore unico e globale apportatore di un amore che  difficilmente riuscirà a trovare poi nel cammino dentro la storia e la sua storia, quell’intimo legame che ricercherà sempre e comunque anche al bivio della sua esistenza., un  richiamo della natura a riunificare ogni cosa ad un principio assoluto cosmologico

Nella natura  l’uomo  può essere collocato distinguendo  due livelli : il livello individuale ed il livello sociale.

Al livello individuale , l’uomo si emancipa attraverso l’esperienza che sarà  affettiva e sociale quotidianamente  nella relazione  con i modelli di riferimento e vicari, punto di partenza della sua evoluzione maturativa.; l’ acquisizione  dall’ambiente esterno, la scuola , gli amici, la cultura, le tradizioni, dove possibilmente potrà esprimere le sue attitudini e confrontarsi . L’impatto sarà vicendevole,   sia  nei suoi aspetti positivi che negativi; questo vale in ogni tempo della vita.

L’età indicativa perché maggiormente delicata per la crescita sarà senz’altro quella che coincide con l’adolescenza, in quanto al bivio tra l’infanzia che sta per essere superata e la post adolescenza  che porta verso lo stadio della maturità, coincidente con la maggiore età, rimanendo in balia di  quanto assimilato  dalla famiglia sino a quel momento con una personalità ancora incerta ed in fieri .

La famiglia , una  fucina -intesa come l’ambiente di formazione della personalità, sia in senso sociale che culturale – luogo di preparazione all’incontro con gli altri ; un banco di prova delle proprie acquisizioni .

Se i contenuti famigliari saranno stati  sufficientemente competitivi rispetto al  confronto tra identità diverse , il bambino o il  ragazzo risponderà bene agli eventi. 

Se si considera come esempio la famiglia  di oggi rispetto alla famiglia di ieri, la rapidità dei cambiamenti  sociali ha subito una vorticosa accelerazione con una incidenza rapidissima  sugli stili di vita , sulla cultura,  sui costumi, sulle tradizioni, sulla morale,  sulla mentalità  tanto da stravolgere la concezione di famiglia stessa.

Nonostante ciò , alla base della famiglia c’è una forza generatrice che si autoalimenta in sé, ci sono i cardini necessari , gli strumenti idonei a fortificare le identità. Un sistema di valori valido al nord come al sud porta in sé la ricchezza della stabilità e regge alla noia del  tempo ed alla storia.

L’uomo potrà procedere comunque in un dinamismo futuro e non regredire al passato se quegli stessi oggetti d’amore sono stati in grado di  introiettargli modelli educativi sufficienti a liberarlo dal rischio di  una condizione di  dipendenza per una strutturazione adeguata di un Sè autonomo ed equilibrato.

Di fatto, questo processo perché si attivi,  deve essere in grado di sviluppare nell’interazione scelte che non confliggano con la norma condivisa dal gruppo, ciò  funziona solo se è scattato quel meccanismo definito processo di identificazione -separazione e che si ritrova entro le linee che dalla completa dipendenza dall’altro vanno verso l’autonomia dall’altro.

In pratica,  la capacità di giungere ad una autonomia mette in movimento una personalità , capace di volontà, di libertà e di una coscienza propria.

Lo squilibrio tra queste forze può provocare un disagio tra l’Io e la coscienza  e sfociare nella  patologia.

Così dicasi della società , capace di agire favorendo la costruzione di coscienze capaci di interazione sociale.

I modelli culturali stanno dentro la civiltà e la società umana è soggetta ai cambiamenti storico-culturali, non si arrestano mai  e passano attraverso i tempi e gli spazi propri continui e inarrestabili.


 


[1] UGalimberti (1997) Dizionario di Psicologia. Torino UTET .

Binswanger in Fenomenologia .Dalla sua Analisi dell’esser-ci :”.. Nel ci-dell’esser-ci, nel da del Da-sein viene in luce quel senso per cui l’uomo è il luogo in cui c’è (ist da), la manifestazione dell’essere, dove si esprime quell’originario rapportarsi dell’essere all’uomo in cui l’esistenza umana consiste…”

[2] CCC. n. 362. Corpore et anima unus. La persona umana creata a immagine di Dio, è un essere

  insieme corporeo e spirituale.

3Concetto di  “Visione del mondo messa a punto da W. Dithey e da K.Jaspers. ; “cfr. anche    Analisi Esistenziale. “

[4] Fenomeno che ha sconvolto una parte delle coste dell’Asia

[5] A livello di filosofia fenomenologica .Husserl :  il tempo  come dimensione ontologica ; l’implicazione  della ritenzione del passato  e della  protensione del futuro. M.Heidegger spiega sotto il profilo ontologico che il tempo è costitutivo dell’esistenza. Il passato rimanda al suo essere proiettata nel mondo in vista di un progetto in cui verrà espresso il futuro.

L’esistenza  porta con sé la morte che definisce l’essenza della condizione umana.

Nella psichiatria fenomenologica , K. Jaspers parla di coscienza del tempo; L. Binswanger definisce le estasi temporali ; E. Minkowski considera il tempo vissuto; E. Strauss e la doppia temporalità.