VIVERE DA GENITORI E VIVERE DA FIGLI
COME POSSIAMO EDUCARE I FIGLI NELLA SOCIETA’ ATTUALE?.
MA COME POSSIAMO EDUCARE I GENITORI?
CONFRONTARSI OGGI
Con la Cultura Dominante
Leggiamo al IV Comandamento del Catechismo (che significa :EDUCARE ALLA FEDE CATTOLICA) della Chiesa Cattolica :
“Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti da il Signore, tuo Dio “(Esodo, 20-12), “ perché tu sia felice e goda d una vita lunga sopra la terra” (Ef, 6, 1-3).
Un comandamento che sembra perdersi nella notte dei tempi , ma che ci proietta agli stili educativi ed alla COSCIENZA.
(Es: Secondo la Teologia Morale, l’aborto coincide con la scissione della coscienza morale dal proprio sé esistenziale.
Secondo W.Dilthey: “l’uomo a differenza degli animali è dotato di autocoscienza: la forma più alta e istruttiva in cui possiamo comprendere la vita”.
SECONDO LA DOTTRINA DELLA FEDE:
PER LA INDISSOLUBILITA’ DEL MATRIMONIO , BISOGNA EVITARE CHE UNA LEGGE, UN CRITERIO ESSENZIALE DELLA FEDE, DEGENERI IN UNA LEGGE MORALE PRIVA DI FEDE.
VITA E FAMIGLIA , ARGOMENTAZIONE DI ALTA ATTUALITA’ E CONFLITTUALITA’ TRA UNA CULTURA DOMINANTE -AFFLITTA DAL SUO STESSO MALE CHE NON RICONOSCE IN QUEL VUOTO MORALE AUTOPRODOTTOSI LA DISTRUZIONE DELL’UMANITA’ E COME SI SUOL DIRE :I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE- E FEDE CHE RICONOSCE ALLA BASE DI QUEL VUOTO MORALE DI COSCIENZA LA MANCANZA D’AMORE , CIOE’ LA MANCANZA DI DIO . (Temi fondamentali riportati dalla CEI e traggono le sue origini dal VANGELO)
Pur essendo l’argomento vasto e delicato -seppur brevemente- introduciamo come primo approccio la tematica genitori-figli ed i pericoli che insidiano tale relazione; pericoli annidati nella cultura, nella società e nei modelli educativi acquisiti trasmettendo da generazione a generazione, tradizioni e stili educativi , sani e non come disagi, malesseri e disfunzioni fuorvianti ( un discorso che lega gli aspetti intergenerazionali nella sua complessità biologica, psicologica e spirituale).
Tutti questi aspetti comunque influiscono sui processi organico-biologici, psichici e spirituali del futuro adulto, influenzando in positivo o in negativo la struttura di personalità in crescita già messa sufficientemente alla prova come ora dalle correnti e dalle spinte politiche e culturali che stanno disperdendo i significati veri che sostengono l’esistenza, la vita umana e la famiglia fucina della umanità e dell’amore.
A venire in aiuto all’uomo è la Coscienza. Monsignor SGRECCIA (presidente della Pontificia Accademia per la Vita) ha definito la formazione della coscienza cristiana una EMERGENZA.
La COSCIENZA, accompagna ogni fatto , ogni azione che si verifica nella esperienza individuale-personale o nella esperienza collettiva o di gruppo; Accompagna ogni azione umana e si CIMENTA E PRENDE FORZA dal Sistema di Valori introiettato dalla FAMIGLIA , DALLA SOCIETA’, DALLA FEDE. Se non ci sono, tutto diventa più difficile a volte impossibile.
SENZA L’APPOGGIO DI UNA COSCIENZA INDIVIDUALE E COLLETTIVA , VAGA SULLA UMANITA’ OMBRA E LUCE. L’UOMO SENZA DIO STA IN UNA ZONA D’OMBRA, DOVE NON C’E’ AMORE E NON C’E’ DIO.
DIO E’ AMORE “CHI STA NELL’AMORE DIMORA IN Dio e Dio dimora in lui (1Gv 4, il cammino dell’uomo nella fede)
E dove non c’e’ amore puo’ succedere di tutto: aborti, separazioni, divorzi, abusi sessuali, violenze, omicidi, suicidi, droga, alcoolismo, perversioni e se la coscienza dorme può permettere di tutto e riconoscere di tutto. : liberalizzazione del sesso, confusione nei ruoli , coppie promiscue, irresponsabilità , clonazione, rottura delle famiglie con apparenti motivazioni, ma, che evidenziano il grave malessere di una società che sembra non essere più in grado di uscire da quel gorgo oscuro in cui si è ficcata.
.In Gn 2: il bisogno radicato nell’uomo di amore è essenziale della sua natura e solo la distruzione della sua unione con Dio pregiudica e mina la permanenza del legame umano: legame genitore-figlio, legame uomo – donna. Si fa esperienza di DISAMORE: odio, vendette, etc..
La conseguenza dell’inimicizia tra Dio è l’umanità , pone la relazione umana , IN UNA ZONA DI OMBRE .
Si può pensare: perché la rottura dell’amicizia dell’uomo con Dio genera la rottura nei rapporti umani?: E che c’entra Dio?
E’ un dato inconfutabile che noi esistiamo per un PROCESSO D’AMORE INTERVENUTO E OPERATO DA DIO. La superbia umana non vuole ammettere l’esistenza di Dio , non riconoscendone la onnipotenza sul creato ; ciò genera una spaccatura generazionale insanabile. Tra il PADRE ETERNO E NOI SUE CREATURE, TRA LA GENITORIALITA’ UMANA E LA SUA PROLE.
Il compito di chi Evangelizza risvegliare e sensibilizzare la coscienza di ognuno.
COME EDUCARE I GENITORI: LE COPPIE:
Se Dio non è presente nella vita dei futuri sposi , leggi e sanzioni non sono in grado di estorcere l’amore, anzi si genera ANGOSCIA E PAURA. Tutti sintomi –elementi che ostacolano l’amore e la libertà nella coppia. Quella libertà data da Dio. IL DIVIORZIO INFATTI E’ LA PERDITA DELLA GRAZIA DI DIO.
PEZZI DI ARGOMENTO SPECIFICO rivolti all’EDUCARE UN FIGLIO
Il Verbo EDUCARE COINCIDE CON IL VERBO AMARE
Per educare un figlio sano è necessario partire DA UNA FAMIGLIA: composta da un padre e da una madre, dove all’interno si dipanano i ruoli del padre, della madre, dei figli, dei nonni. Vivere la approssimazione , la confusione del ruolo è fallire l’identità di ruolo della persona.
Fino ad oggi è stato scientificamente provato che la figura paterna e la figura materna hanno rappresentato e rappresentano l’equivalente della identità di genere e sessuale che è nel figlio o figlia. Infatti , se esistenzialmente l’umanità ha necessità di orientarsi nel tempo e nello spazio tra passato e futuro, psichicamente ha un vitale bisogno di vivere l’Appartenenza ed il Riferimento.
Quindi, per educare un figlio/a è necessaria una famiglia educata alla vita, all’amore per la vita; una coppia di genitori uniti da un vincolo di amore responsabile , consapevolmente progettano insieme il loro futuro e quello dei loro figli. (Figli naturali, Figli adottati) .
Se la coppia è disgregata , l’identità del figlio può subire dei contraccolpi ritardando la maturità o addirittura affievolendo quel senso di appartenenza a sé stesso ed agli altri. Ma, prima di essere genitori si è figli. Questo è un dato inconfutabile e non solo un dato anagrafico o un fatto biologico; per sentirmi figlio ho bisogno di un livello più alto di coinvolgimento: il mio sentirmi amato e desiderato è ciò che mi rimanda all’amore dei miei genitori. Alla base della mia vita c’è il vincolo d’amore tra me ed i miei genitori ; un vincolo d’amore tra mio padre e mia madre: due persone che hanno scelto volontariamente e consapevolmente di stare insieme e farmi nascere e responsabilmente crescere: il loro è un atto di amore altruistico, fatto di coscienza, di morale e di fede. Il divario generazionale è la conseguenza naturale che intercorre tra genitori e figli; può generarsi un sano conflitto di idee tra genitore e figlio, ma può anche degenerare in conflitto divenendo frattura ; questo avviene quando il genitore non ha superato le sue istanze adolescenziali, non ha risolto i problemi della sua infanzia; abdicando le responsabilità ad altri, rinuncia al suo ruolo educativo, di genitore.
In una famiglia funzionante i verbi EDUCARE AMARE ED OBBEDIRE stanno sullo stesso piano i conflitti intrafamigliari , le disfunzionalità , tentano di soverchiarne il valore.
Educare è comunicare, è trasmettere un sistema di valori oramai consolidato, valido in ogni tempo ai figli (la norma, la tradizione, la cultura, la fede, la morale, la coscienza); E obbedire è il risvolto della stessa medaglia ; condividere con i miei genitori, tutto un sistema di valori che formano il rispetto, la fiducia, l’onestà, la coscienza; educare è dialogare e ascoltare ..i punti di vista del figlio ; non prestargli attenzione, non prestargli ascolto: diviene rischioso, in quanto il ragazzo trascurato, quasi sempre mette in atto atti di disobbedienza e chiude i canali della comunicazione ; può celare, nascondere delle verità per dei comportamenti devianti, come aggregarsi a gruppi che seppure devianti , lo fanno sentire meno solo . Non lasciare i figli in balia del loro destino per mancanza di tempo, per disinteresse o per timore escludendo e trascurando le necessità;
Educare è non fare pressione psicologica. Ad esempio , laddove ci sono problemi matrimoniali ,I problemi di coppia , non mostrare ai figli i problemi riguardanti l’intimità della coppia scaricando su di essi il conflitto esistente; farli partecipare ai litigi, alle offese, alle percosse e costringerli a prendere una posizione di parte .
Educare è insegnare al figlio ad accogliere le preoccupazioni, la realtà: esempio, dire la natura della morte di un famigliare:
Educare un figlio è insegnargli a riconoscere i propri errori, le proprie manchevolezze: il figlio spacca l’auto e nessuno gliene chiede ragione.
Educare è accogliere le scelte ed eventualmente discuterle insieme.. Uscire dalle incomprensioni, dove ognuno rimane attaccato alla propria opinione ed alla propria posizione: Es: il genitore pretende che il figlio si comporti secondo i propri schemi e non sente la ragione del figlio: Tu non devi andare con quell’amica o amico perché è a me non piace , quindi è un poco di buono; tu devi studiare ingegneria e non fare musica perché quelli che fanno musica sono tutti dei falliti…”
Oppure il figlio che pretende di disobbedire ad una buona regola : Uscire fino alle 4 di mattina , quando il giorno dopo devo andare a scuola o al lavoro e me ne frego di quanto dici tu genitore. Quando invece basta uscire un po’ dopo cena per ristorarsi andando a dormire entro un orario sano.
Educare è’ condividere con i figli situazioni e momenti , sentimenti : riconoscere le emozioni, le insicurezze , la solitudine, le debolezze;
Educare è sapere dire di no al figlio e condividere insieme i perché;
Educare è confrontarsi mettendo in discussione la propria genitorialità, pur mantenendo l’autorevolezza del genitore;
Educare non è pretendere che il figlio si conformi ai nostri desideri (con ricatti ) :se non vieni in chiesa, io ti punirò; se non lasci quegli amici , non avrai più la paghetta settimanale………..se non stai dalla mia parte ti abbandonerò, oppure
Educare è farsi rispettare e non offendere mortificando l’autostima: non capisci niente , non vali niente, hai la testa vuota.
Educare è anche riconoscere il disagio , la rabbia, l’aggressività, la dipendenza, la menzogna che sono sempre fonte di vergogna sociale, ma che necessitano di aiuto.
ARGOMENTO CHE COLLEGA
I pericoli: Le interferenze negli stili educativi genitoriali: la cultura dominante contro la fede e la famiglia.
I maltrattamenti hanno come reazione lo svincolo o disimpegno morale . Con questo bagaglio sulle spalle il figlio non ha più riferimenti validi e sicuri e facilmente abbandonerà , si distanzierà dalle norme sociali, dalle regole morali dei genitori, con atti quali:
L’abbandono della fede, rifiuto di ogni forma di religione, del sacro, di Dio. Nelle azioni devianti dell’adolescente, c’è sempre la risposta alla mancanza di progetti educativi famigliari e sociali validi. Allo svincolo morale il figlio si incammina quasi sempre su una strada che lo porta come abbiamo già sentito verso lo scollamento dalla famiglia. La cultura deviata diviene l’alternativa ad una famiglia di cui vogliamo liberarci.
Infatti, assistiamo ad una fioritura di nuove forme di paganesimo e secolarismo. L’ambiente di fede in cui viviamo è continuamente sottoposto a giudizio, e perfino attaccato direttamente, nelle nostre convinzioni e nei valori più importanti. Sono sempre più diffusi una mentalità e uno stile di vita contrari al Vangelo e alla vera dignità della persona umana. E questo lo constatiamo non solo in alcuni mezzi di comunicazione e nelle campagne pubblicitarie, o nei programmi di educazione e nella legislazione di alcuni governi, ma anche nelle conversazioni comuni con i colleghi di lavoro o con gli amici. Questo dà l’impressione che “modernità” e “cattolicità” siano valori contrapposti e, anzi, che siano realtà incompatibili. Il giovane che ha ricevuto una educazione di fede può ugualmente sentirsi confuso e non saper come reagire, immaginiamoci se non ha dentro sé strutturato quel modello morale….Sembra che alcuni giovani- ma anche i più adulti- vivano la loro fede e la loro condizione di cattolici con un certo complesso di inferiorità, come vergognandosi di esserlo. Non mancano nemmeno quelli che adottano un atteggiamento difensivo e si chiudono in un conservatorismo di tipo radicale e polemico; alzano la voce ma non il livello degli argomenti, e l’effetto che ottengono a volte è quello contrario. Perché la verità, quando è proclamata senza carità, smette di essere cristiana. Forse i fenomeni più diffusi nella nostra società, sono il soggettivismo religioso e l’«ateismo pratico». Il soggettivismo in campo religioso è frutto di una concezione della fede come puro sentimento o convinzione soggettiva, e non come accettazione solida di quanto Dio ci ha rivelato e la Chiesa ci tramanda. Per questo oggi ci sono tanti uomini e donne, perfino cattolici, che si creano una «religione alla carta», un cattolicesimo secondo i propri gusti. L’ateismo pratico si ha quando, pur accettando teoricamente Dio e le verità che la Chiesa ci tramanda, si vive la vita personale, familiare e professionale secondo valori e interessi contrari al Vangelo. C’è anche chi soccombe allo scetticismo e rinuncia a conoscere la verità. Questa indifferenza davanti alla verità è una maniera comoda e infantile, per non dire egoista, di affrontare la vita; oltre a non rispondere agli interrogativi profondi dell’esistenza umana, non porta a quella felicità che si trova solo nel possesso della verità. Nonostante tutti questi fenomeni esistono anche, grazie a Dio, i cattolici che vivono la loro fede con gioia e convinzione. Conoscono la propria fede, cercano di viverla con autenticità e sono capaci di comunicarla agli altri. Questi sono una consolazione e una grandissima speranza per Cristo e per la Chiesa.
La vera arma oggi per i giovani, costretti a vivere questa realtà culturale, è riappropriarsi della propria famiglia riprendendo in mano il dialogo con il genitore e con la propria fede partendo eventualmente dall’approfondimento delle Sacre Scritture. (Es, 20, 12) , perché tu sia felice e goda di una vita lunga sopra la terra (Ef, 6, 1-3).
☺ A tal proposito, sentiremo dalla viva voce di un giovane la sua TESTIMONIANZA di fede: .
Dice San Paolo: “«Quand´ero bambino parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l´ho abbandonato» (1 Cor 13,11)”
All’età adulta corrisponde una fede adulta, cioè, coltivata e approfondita con serietà e metodo. E questo si ottiene solo con la preghiera e con una formazione permanente e metodica, contro quel relativismo, quel lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di indottrinamento che oggi sembra l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni.
Noi, invece, abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. E’ Lui la misura del vero umanesimo. “Adulta” non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo».
LA FAMIGLIA E LA FEDE ANCORE DI SALVEZZA E PUNTI DI RIFERIMENTO PER I GIOVANI: UNICI VERI MODELLI CONCORRENZIALI .
LA DISSOLUTEZZA UMANA NON VA CIRCOSCRITTA ALLA FRAGILITA’ UMANA, ALLA DEBOLEZZA DELLA VOLONTA’, AD UNA CARENZA FORMATIVA. L’UOMO HA SEMPRE BISOGNO DI AMORE E NON SI RENDE CONTO CHE LA DISTRUZIONE DEL LEGAME CON DIO PREGIUDICA E MINA LA PERMANENZA DEI SUOI LEGAMI UMANI E LO AMMALA.
Quindi per concludere la vera arma per educare i figli oggi è istruirli a quell’amore che il mondo non dà , accogliendoli con l’autorità e la stima per renderli forti dal mondo.
Se è vero che i genitori non debbono esasperare i figli come detto sopra, portandoli allo scoraggiamento ed allontanamento dalle regole, così anche i figli che la cultura di oggi tende a giustificare, devono obbedire ai genitori.
PREPARARE L’UOMO ALLA LUCE DELLA PAROLA DI DIO. DIO E’ AMORE, MISERICORDIA, RIPARAZIONE.
RISVEGLIARE SENSIBILIZZANDO LE COSCIENZE,
Colossesi 3,20-22 ce lo ricorda: “Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. 21 Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino”. 22