La tematica proposta mi prende da un lato perché il tema genitori-figli non solo mi tocca quotidianamente come psicologo clinico e matrimonialista ma anche come persona. Un tema assai vasto e complesso non solo come argomento della psicologia dell’uomo, ma del percorso umano in generale; tutta la vita si concentra su questi due punti che sostanzialmente toccano da vicino ogni persona.
In fondo diciamola tutta, chiunque noi siamo, sia che siamo genitori, sia che non lo siamo, siamo sempre figli e caso mai con una predisposizione ad essere genitori senza esserlo nella esperienza reale. Sicuramente nel progetto genitoriale non vi è solo l’intervento della natura, ma vi è anche la responsabilità dell’uomo a diventare genitore.
Difatti nella vita si diventa figli senza sceglierlo, ma si puo’ progettare e scegliere di essere genitori naturali o adottivi; tutta la nostra condizione umana sin dalla nascita è coinvolta, influenzata, non solo dalle predisposizioni biologiche , ma anche da quelle predisposizioni psicologiche e morali che sono in ognuno di noi -seppure diverse l’una dall’altra – vuoi per la nostra natura caratteriale individuale vuoi per la esperienza che la vita ci preserva: eventi, scelte di vita, sistemi valoriali possono poi modificare il modo di vivere da figli o da genitori o addirittura interrompere il percorso verso la maternità e di conseguenza interrompere il percorso verso la paternità .
Per semplificare diciamo che la natura ci da una mano , e, se noi collaboriamo , potremo portare a termine non solo il nostro progetto, ma anche quel progetto iniziale, quel dono che si chiama vita . Non si dice poco.
Le tappe di crescita o tappe evolutive che verranno in aiuto allo sviluppo del bambino anche definito : ciclo evolutivo della vita, ciclo dell’Io-persona sono rappresentate dall’Infanzia, dall’ Adolescenza e dal raggiungimento della Maturità’ sempre che i passaggi precedenti siano completati . Sono stadi fondamentali , sono le basi , le fondamenta di una casa. L’alba della vita sara’ l’infanzia, la parte intermedia la Maturità della persona e la Vecchiaia ne rappresentera’ il tramonto , ma anche il culmine di un percorso prezioso e vitale , irrinunciabile eredità dell’uomo.
L’ESPERIENZA PSICOLOGICA GENITORI E FIGLI con un po’ di teoria e molta pratica.
All’interno di queste tappe evolutive esistono i MODELLI DI FORMAZIONE DELLO SVILUPPO DELL’IO SONO I MODELLI EDUCATIVI, I MODELLI FORMATIVI E RELAZIONALI. Sin dalla prima infanzia infatti, il bambino li attinge in famiglia (primo nucleo sociale ) e poi nell’ambiente socio - culturale di vita : scuola , amici .
In ambito psicologico e psichiatrico si afferma che i fattori predisponenti la personalità partono già dal seno materno e comunque già a questa età si possono individuare le cause che predisporranno la personalità del figlio .
La famiglia rappresenta
- un laboratorio di trasformazioni; un punto di riferimento (ricercato o fuggito) all’interno del quale il figlio sperimenta il suo sviluppo;
- inevitabile sarà il conflitto tra genitori e figli;
- inevitabile il conflitto generazionale;
- inevitabile lo scontro per l’adolescente che cerca di affermare la propria identità.
Ma è nella famiglia che inizia il suo percorso evolutivo è li che sviluppa e rafforza le sue facoltà cognitive, affettive e sociali , è li che introietta già nella fase dell’accudimento materno, il suo modello educativo, coincidente con le abitudini, gli orari dell’allattamento , del controllo degli sfinteri, dei ritmi del sonno; Il padre che non è una figura di scarto in questa fase di accudimento materno puo’ con il suo comportamento influire notevolmente già dalla nascita del figlio sull’umore della madre e sui suoi atteggiamenti verso il figlio o la figlia .
Quindi il padre e la madre seppure con compiti anche diversi collaborano per la costruzione o distruzione della identità dei figli. Ai figli trasmetteranno i loro vissuti educativi, culturali, esistenziali, morali, psichici.
In queste condizioni di vita il bambino recepisce tutto buono e cattivo , ma prende tutto quanto gli danno o gli fanno . Il bambino nella sua condizione di bambino è “possesso” dei genitori, volente o nolente ,si affida .
Lo psichiatra e criminologo V.Mastronardi (1992) riguardo ai modelli educativi nelle fasi di crescita afferma che “su di un terreno predisponente individuale di maggiore recettività e sensibilità di un figlio, la famiglia è il primo e grande referente ed interprete del mondo, a cui fanno seguito la scuola, le amicizie ed i mezzi di comunicazione di massa, che se non ben decodificati, possono sia pur involontariamente trasmettere contenuti, mete e parametri distorti dalle singole interpretazioni personali”.
Vengono presentate quindi 8 modalità di comportamento genitoriale che possono condurre alla distruzione della base della autostima di un figlio/a; si è specificato che prima di essere genitori si è figli e sulla base di cio’ si possono rintracciare comportamenti personali vissuti nel periodo della propria formazione evolutiva :
- Abnorme autoritarismo ( dominanza parentale) :
- Iperprotezionismo parentale (sottomissione genitoriale):
- Abnorme indulgenza (sottomissione genitoriale):
- Genitori insicuri (carente modello di identificazione socio-affettiva):
- Madre immatura punitiva (atteggiamenti materni immaturi, possessivi, punitivi (ostilità nevrotica):
- Comunicazione affettiva genitoriale ascettica e solo formale:
- Disturbato rapporto di coppia (con conseguente anaffettività e/o frequenti litigi, o percosse):
- Atteggiamenti genitoriali ambivalenti – di abnormi divieti (o parole) , seguiti da facili accondiscendenze a fatti o viceversa: punitivi e permissivi
- Incongruenze decisionali e di esempi (entrambi questi atteggiamenti possono comportare tendenze allo sperpero , alla anestesia affettiva ed utilizzare le persone per proprio uso e consumo): non è presente il modello educativo in maniera chiara e coerente
Padri e madri , adolescenti che non sono cresciuti: Si puo’ notare in clinica che l’innamoramento in età avanzata verso persone che possono avere l’età dei nostri figli , spesso induce a pensare che ci sia inconsciamente il desiderio di tornare ad una adolescenza non vissuta fino in fondo, ferita, la paura dell’invecchiamento, porta a riscoprire una insicurezza latente.
Aspettative negative delle persone significative,
prime fra questi i genitori; genitori che non hanno fiducia e non danno fiducia
Schaefer, afferma che secondo il clima educativo che si crea in famiglia il bambino assumerà determinati tratti di personalità, che possono agevolare o compromettere la sua futura socializzazione.
Se in famiglia c’è o c’è stato………
Affetto (iperprotezione) + controllo = si tende alla
Affetto+autonomia = buona fiducia in sé stessi, creatività, buon andamento sociale, indipendenza, abilità sociale, attività
Ostilità (disapprov. norme troppo rigide)+ controllo = eccessiva timidezza, timore, ansia,problemi nevrotici o sintomi psicosomatici. Disadattamento sociale. Timidezza. Incapacità di assumere un ruolo autonomo
Ostilità + autonomia = immaturità e disadattamento sociale. Aggressività
Dall’esperienza sul campo si possono rintracciare quelle modalità comportamentali che hanno inficiato il percorso personale dell’autostima :
“I casi che vengono riportati sono tutelati dalla legge sulla privacy in ottemperanza al Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali“.I nomi, i luoghi ed alcuni particolari che possono identificare la personalità sono tratti dalla fantasia “
Caso di Bruna
La signora ha 40 anni, sola, con due figli, nati da padri diversi, convive con un uomo al di fuori del matrimonio con il quale è in eterno conflitto.
Una figlia Alis anoressica maggiorenne, convivente , diventa professionista l’altra minore Giulia diventa madre a 14 anni, conviveva ora si da un po’ alla vita. (cosa è passato dai genitori?).OSTILITA’+AUTONOMIA; OSTILITA’+CONTROLLO.
Presenta un dichiarato disturbo di personalità borderline. Abusata da bambina , continuerà poi a farsi usare dagli uomini, ma è come anestetizzata non prova emozioni, farà uso di stupefacenti e di alcool, che sostituiscono quell’amore castrato; sempre alla ricerca continua di affetti per colmare un vuoto che non raggiunge mai il “pieno”.
Non è mai stata in grado di denunciare i genitori, rimarrà legata a loro come se nulla fosse successo. “Autodistruttiva per senso di colpa”: secondo la psicoanalisi alcuni individui ricercano a livello inconscio, per mezzo del l’autodistruzione, una punizione come sollievo ad un profondo sentimento di colpa derivante da un non risolto conflitto psichico.
Questo caso non è lontano dai nostri vissuti . La patologia purtroppo si sta avvicinando alle nostre realtà dormienti proprio per nostra mano ovvero per nostra responsabilità.
Dirà: “Ero bambina quando subii molestie sessuali da parte dei miei genitori. Successe tutto nella nostra quotidianità. Alla domenica si svolgeva il rito. Si, loro, mio padre e mia madre avevano svolto quella azione su di me e per tanti anni. Per me era difficile capire che ciò che mi stavano facendo era male, poiché io amavo i miei genitori “.
Ebbi un colloquio con la madre della signora, purtroppo oramai maggiorenne nel quale mi dichiarò che secondo la sua convinzione era stato un bene e lo avrebbe rifatto. In fondo aveva scampato la figlia da pericoli esterni.
Mi accorsi dalla anamnesi famigliare e dai racconti che quella MADRE CASTRANTE O CASTRATRICE poteva essere stata lei stessa una figlia abusata . L’entroterra culturale e famigliare era depresso , molto limitato, e predisponente; in quel contesto rurale di 30 anni fa, la donna viveva al margine dell’uomo marito PADRE –PADRONE VIOLENTO, AGGRESSIVO ASSENTE. Sottomessa al maschio nel senso più spregiativo del termine. Capii e mi fu confermato da varie esperienze cliniche e della letteratura che la costruzione dei Modelli genitoriali molto spesso si tramandava a livello intergenerazionale, instaurandosi meccanismi di pensiero contorti, fragili e ritualizzati nelle generazioni. Questa madre ERA ABUSANTE CASTRANTE (OSTILE+AUTONOMIA) .
A livello di entrambe queste personalità genitoriali: materna e paterna si intravvedono grave immaturità , carenze affettive e spesso deficit cognitivi , un carico di vissuti riconducibili alla psicopatologia personale e famigliare, personalità psicopatiche : prendiamo da un lato questa madre assente, carente, castrante , immorale , anaffettiva e malevola ; questa personalità è senz’altro figlia di un vissuto famigliare che a sua volta la ha castrata, abbandonata (la grafologia definisce una Madre Castratrice , Anaffettiva ; dall’altro lato quando è la figura paterna a trascurare troviamo la difficoltà da subito nel figlio a livello di identificazione; infatti la figura paterna costituisce un modello identificatorio e formativo del Super-Io in età più avanzata ed in adolescenza ; In questo contesto ci troviamo di fronte ad un Padre – Padrone non consono ad un Padre Autorevole , Aggressivo, Assente, Immorale, Abbandonico .
Molte teorie identificano la formazione della personalità in generale (e nel particolare anche di determinate personalità delinquenziali) in fattori predisponenti come i tratti individuali che in grafologia si definiscono nel temperamento , i tratti somatici, costituzionali e neuropsicologici , altre teorie considerano determinate personalità frutto di fattori identificabili in determinate esperienze infantili o famigliari , altre teorie ancora parlano di comportamenti appresi in determinati gruppi socio-culturali. Quindi le esperienze che il bambino fa lo influenzano e lo predispongono.
E’ importante dunque che le prime esperienze del bambino e della bambina nel loro ambiente famigliare risultino positive perchè l’effetto nocivo delle carenze affettive materne e paterne possono concorrere DA SOLI O INSIEME AD ALTRI FATTORI SCATENANTI alla costituzione di condotte o comportamenti ritenuti fattori patologici della personalità .
Troviamo all’interno delle casistiche delle madri abbandoniche , neonaticide, infanticide, madri depresse che nella loro infanzia hanno avuto genitori abbandonici, assenti….padri abbandonici, perversi , abusanti, ambienti poveri di stimoli.
Non vanno sottovalutati quindi tra i fattori predisponenti una certa personalità:
La disgregazione famigliare: come avviene nelle separazioni, nei divorzi, ; anche qua mi ripeto : non tutte le persone che si separano disgregano la famiglia; vediamo
spesso anche nelle malattie e nella morte dove si determina una separazione forzata si puo’ verificare la distruzione della famiglia.
La mancanza assoluta di disciplina parentale:
Genitori ostili e autoritari possono rafforzare aggressività : L’atteggiamento padre-padrone verso il figlio , viceversa dall’altra parte una disciplina troppo permissiva tipica spesso di genitori facilmente ricattabili emotivamente, o assenti o depressi.
Genitori iperprotettivi possono limitare fortemente l’autonomia e la creatività del ragazzo rendendolo dipendente;
Il rifiuto nei confronti del figlio.
Nei litigi e nella negligenza, la trascuratezza nei confronti del figlio.
Nell‘immoralità dei genitori (tipico dei genitori abusanti ,maltrattanti )
Cosa puo’ provocare nei figli la combinazione di atteggiamenti negativi messi in atto dal Modello genitoriale ?
In tutti i casi che vengono presentati si evidenzia il riflesso di una immagine negativa di sé interiorizzata del modello genitoriale
Pina, 37 anni.
Laureata, Colta, Famiglia come tante. Onesta e ben vista in città. Vive sola da quando è riuscita a staccarsi da quel nucleo famigliare che seppure disturbato nel rapporto di coppia padre, madre (con conseguente anaffettività e/o frequenti litigi, e percosse tra i genitori) era per lei un distacco da un dolore piu’ profondo che covava.
Una bambina che ha assistito alla violenza domestica, quindi ha subito quelle privazioni che si determinano in ambienti gravemente disfunzionanti.
Abbiamo detto in piu’ salse che l’ambiente familiare ovvero la famiglia rappresenta il luogo sociale primario. La carenza di cure materne, la privazione del padre, la disgregazione familiare, sono elementi predisponenti, ad un futuro comportamento aggressivo verso se stesso o verso gli altri da parte del bambino nei confronti di una situazione nella quale non può trovare alcun sostegno.
La difficoltà è emotivo-relazionale ; la fobia sociale, la paura dell’uomo; uno specchio con il padre –padrone; ed una madre che le rifletteva una donna madre matrigna e maligna:” tu vai con tuo padre”. La condanna era per senso di colpa ; se non mi amano i miei genitori è perché non me lo merito, quindi.. .
La privazione precoce della madre buona, affettiva, accogliente ha provocato in Pina sia un atteggiamento di indifferenza affettiva e di aggressività verso l’amore che per paura di riperderlo quell’affetto , quell’oggetto d’amore, non lo vuole piu’, si discosta, con grande difficoltà a relazionare.
Pure in altri casi si puo’ sviluppare un atteggiamento antisociale o diventare persone con grosse difficoltà interpersonali .
Caso di Giorgio 24 anni.
Clinicamente presenta N.OSSESSIVA, in disturbo di personalità :
Fattori predisponenti che possono aver determinato la sua patologia Abuso sessuale in età primaria; padre assente, affetto da squilibri psichico, madre sottomessa, invalida , muore quando Giorgio ha 15 anni.
Il giovane studia con profitto, pur con grave insicurezza, i sensi di colpa lo bloccano. Dice di non meritarsi niente e che in fondo la fiducia che io ripongo in lui è mal riposta perché in fondo lui non merita niente. Il padre in fondo gli ha sempre detto :” tu non vali niente e non sei neanche un uomo” il ragazzo verso i 3 anni ha subito accarezzamenti delle parti genitali da un parente adulto.; In adolescenza è stato picchiato e per legittima difesa , il ragazzo si è rivoltato. Grandi sensi di colpa. Giorgio ha strutturato una “Identità negativa”: secondo Mailloux il bambino interiorizza una immagine negativa di sé stesso in base alle aspettative negative delle persone significative, prime fra questi i genitori. Questo porta il bambino ad assumere un comportamento che, col crescere dell’età, è sempre più minaccioso e violento compromettendo tutte le sfere relazionali; quando –come in questo caso- è la figura paterna a trascurare, la difficoltà che emerge da subito nel figlio si evidenzia a livello di identificazione; infatti la figura paterna costituisce un modello identificatorio e formativo del Super-Io in età più avanzata ed in adolescenza ; madre sottomessa ad un modello di marito estremamente confusivo della identità e quindi la privazione di una madre affettiva che dia autonomia , rende ancor di piu’ la personalità sfuggente all’amore che gli è stato negato.
Casistiche
Si va più giù ancora nella casistica quando troviamo in questo parco- figli vittime di modelli genitoriali sbagliati che come meccanismi difensivi assumono ruolo e sembianze dei bulli verificabili nei comportamenti antisociali messi in atto; al contrario opposto bambini che si ritrovano nel ruolo della vittima dei bulli e sono di solito più ansiosi ed insicuri degli altri compagni. Sono spesso prudenti, sensibili e tranquilli.
Soffrono di scarsa autostima, presentano una visione negativa di se stessi e della propria situazione. Se sono maschi, tendono ad essere fisicamente più deboli dei compagni. Si trovano vittime passive e vittime provocatrici , caratterizzata da una combinazione di due modelli reattivi, quello ansioso e quello aggressivo.
Oppure ragazzi già dediti alla delinquenza possibili e futuri serial killer
E’ di pochi giorno or sono il caso del ragazzo di 14 anni affiliato ad una famiglia camorrista che ha ucciso un uomo adulto. Ci si chiede come puo’ un minore essere già cosi’ degradato nella dignità e nella coscienza? Ma, ci si chiede anche che genitori ha questo ragazzo? Questi ragazzi sono i nostri ragazzi, i nostri figli.
Se gli adulti in generale, la società, e nel particolare la famiglia, non sanno dare indicazioni di progettazione ai figli é inevitabile che questi ragazzi crescano in situazioni di così grande disagio tanto da arrivare anche a delinquere. I ragazzi delle ultime generazioni crescono più velocemente, stimolati come sono dal mondo esterno. Purtroppo essi apprendono quasi sempre modelli negativi più che modelli di progettualità e di crescita. : in un recente caso di cronaca è venuto alla luce che ragazzi di 7-8 anni riescono a mettere in piedi un’estorsione sia pure di 50 milioni, facendosi portare i soldi presso la scuola: é accaduto in una città vicino a Milano.
Questi ragazzi hanno progettato e posto in essere attività proprie della commissione di un reato complesso e raffinato. Immagino che nessuno di noi sia in grado di pensare e organizzare un’estorsione, telefonando al titolare di una ditta che si occupa di carico e scarico di farina, e, affermando di avere visto scaricare cocaina o eroina, chiedendo il pagamento del silenzio.
La storia così raccontata potrebbe indurre al sorriso, dal momento che dimostra l’intelligenza dei ragazzi e la loro capacità di organizzazione.
CONCLUSIONI
Se c’è confusione nel mondo degli adulti, se quel mondo non ha progettualità, che cosa possono esprimere i bambini, gli adolescenti , che passano attraverso un mondo infantile così difficoltoso? Che ne sarà di quel mondo adolescenziale senza riferimenti educativi ed affettivi? Che mondo apparirà ai loro occhi? Come sarà l’identificazione con l’adulto incapace di rassicurarli , di farli crescere sicuri e forti nelle loro potenzialità ?
Un mondo che non rassicura e da cui bisogna difendersi è un mondo che condanna.
Chi sceglierà allora quell’adolescente come modello?.E’ facile intuire che se un figlio vive in un contesto famigliare e genitoriale disfunzionante nelle capacità relazionali ed affettive sostituirà la mancanza di affetto vero con il calore affettivo che gli proverrà dagli amici, dal gruppo dei pari e la percezione di approvazione da parte loro sarà fondamentale per l’adolescente.
Da tale dinamica: genitori – figli fuoriesce il fenomeno bullismo che è il risultato di quel malessere che parte per l’appunto dalla disfunzione della famiglia. I figli hanno riprogrammato in quegli acting out antisociali che si perpetuano in atti aggressivi, impulsivi e stati di irrequietezza un mondo auto difensivo atto a colmare il vuoto di lasciato da quegli adulti oramai fuori gioco . Bulli e vittime imprigionati , incatenati gli uni agli altri in un ballo pericoloso dove gli uni – i bulli- diventano adulti asociali e gli altri –le vittime -saranno destinati all’abbandono scolastico, alla depressione e, in casi estremi, al suicidio.
E concludendo questo breve spazio di riflessione lasciato discretamente ad ognuno ci si puo’ chiedere: Chi sono i genitori violenti o incapaci? Sono bambini infelici.