Incontri ,Conferenze, Seminari

 

 

 Riportato dal Convegno  Nazionale ATC  2004.  Gli incerti confini tra la sofferenza psichica e quella spirituale. Cammino psicologico dentro l’esperienza umana. Una prospettiva esistenziale.  Nodo cruciale : Il dolore della “tentazione”

 

 

 

Incontro Serale con:   GLI APERITIVI DEL SORRISO. 

da un ciclo di appuntamenti con Esperti di varie aree

1^ l’Area Psicologica :

 

Aperitivi del sorriso  (1^  serata, 20 ottobre 2010)

L’Associazione DipiùDi  promotrice di queste serate denominate  Aperitivi del sorriso, mi ha invitata quale interlocutrice  dell’area psicologica  assieme  ad altri professionisti allo scopo di  argomentare  sulle tematiche riguardanti il nostro modo di vivere, il modo come noi affrontiamo la realtà quotidiana e gli stati d’animo che maggiormente ci coinvolgono: .

La proposta all’istante mi ha messa alla prova , mi era balenato nella mente  il dubbio di non essere capace di sorridere…cio’ mi ha fatto sorridere;  il contenuto del progetto mi ha attratto tanto da donarmi una sorta di immediata positività per il tema che si andava ad affrontare;  finalmente una sensazione di leggera liberazione dai pesi e dagli impegni quotidiani, un beneficio gratuito ed efficace per il mio cuore e per la mia mente , una occasione da prendere e da donare .

Catapultata  sull’onda del progetto in un sorta di  clima di interesse e ambientazione  insolita ,  ci si trova  qua nel centro di Bologna in questo locale simpatico ed accattivante  a dialogare intellettualizzando, conversando e degustando simpaticamente in cerca di un sorriso..   E’  un’ora insolita è  l’ora canonica del passeggio e  prima della cena serale,  al termine di una giornata di lavoro e comunque quando il giorno come si dice poeticamente  volge al desio e le menti cercano rilassatezza..

Dulcis in fundo,  siamo  allietati da un brano musicale suadente cantato da Nat King Cole : SMILE -  leit motiv in linea con il titolo e con l’obiettivo degli organizzatori-e così liberi di librarci dentro le parole carezzevoli del  motivo cantato estaticamente ed ognuno di noi  puo’ prelevare , puo’cogliere parole convincenti che invitano a lasciare i pesi del cuore a lasciarsi forgiare da  pensieri leggeri che curano e sdrammatizzano la realtà  guardando al domani che sicuramente sarà migliore..Una canzone  carica di contenuti di  speranza e di infinito come è l’amore. .

Pertanto, le serate del SORRISO così definite dall’Associazione  mi sono detta non sono solo una “occasione di svago e di degustazione di specialità locali, di ammirazione del contesto storico intorno a noi”  ma un “Innocente pretesto” per approfondimenti piu’ pregnanti , piu’ coinvolgenti , piu’ densi di significati della nostra vita quotidiana , del nostro mondo intimo e potranno  avvicinanarci e avvicinarsi maggiormente ai contenuti che io tratto professionalmente di routine. Tant’e vero che li esperimento quotidianamente tramite i contatti emozionali del dolore, della sofferenza, dell’angoscia, del pianto, del disagio  della tristezza, della difficoltà , della malattia della morte,e dei lutti altrui, ma considerando anche i miei…..ed il sorriso diviene dunque il risultato alla fine di un percorso di ELABORAZIONI,  DI ANALISI EMOTIVE  l’ incontro  fatale  “l’encòntre fatal” con il sorriso …alla fine.pero’…Il desiderio di abbattere il ghigno, la smorfia del dolore  e come dicono i latini “in cauda venènum”. per cedere  il passo al sorriso terapeutico.

Quindi il sorriso rappresenta una risorsa, una ricchezza da non perdere, da riacquistare, da ritrovare che  spinge ogni persona di volontà a lottare per assaporarne i benefici comunicativi e terapeutici .

Possiamo “ nell’immediatamente” chiederci:

1.   Ma noi abbiamo mai esperimentato l’importanza di un sorriso?

2.   Cosa riteniamo che sia un sorriso? solo un atteggiamento del momento, una espressione di convenzione  e di superficie o anche piuttosto  l’espressione di uno stato  emozionale in grado di comunicarci  stati d’animo profondi e positivi  come a dire che se uno non sorride mai forse ha una vita negativizzata da qualcosa che lo opprime per un tempo significativo o per sempre?

4.   Oppure riteniamo il sorridere o il ridere una comunicazione interpersonale lontana che non fa piu’ parte della nostra vita ; si perchè ci vergogniamo al pensiero di  non avere  piu’ l’età del sorriso quasi fosse una sorta di trasgressione?

5.   Chiedamoci ora e proviamo a riflettere: siamo in grado di sorridere ancora, ora, qui,  nonostante tutto?

7.    Siamo stati in grado di sorridere negli ultimi anni’?

8.    O rimane  solo un amabile sconosciuto, un ricordo  per noi?

10.  Chiediamoci :quante volte nella nostra vita siamo stati in grado di sorridere nonostante le difficoltà, le prove, le pesantezze, le oppressioni, i sentimenti di fallimento; ribadisco: quante volte ora spostandomi nel tempo siamo in grado di sorridere.  

11.  Proviamo a pensare ai tanti momenti iniziali di ogni nostra relazione di vita  privata o professionale .proviamo a pensare ai tanti momenti iniziali di ogni nostra relazione di vita  privata o professionale ;  non ho piu’ dimestichezza, non ricordo piu’ come si fa? 

12.  Se privata quante volte  riusciamo a sorridere appena alzati ai nostri cari , ai colleghi che incontriamo , al vicino di casa che esce con noi, alla persona sconosciuta che incrociamo per caso?

13.  Se professionale che capacità abbiamo di accogliere il malato , il cliente ,  il postino o l’incontro con il funzionario dell’Agenzia delle Entrate?

Tutto cio’ ci chiama ad una riflessione sui significati del  sorridere e sugli effetti terapeutici che puo’ contenere il sorriso che non si fermano -questi effetti - ad un moto facciale , o moto espressivo di circostanza, ma scavano dentro nelle profonde viscere del nostro essere umani e vanno a lenire tutti quei momenti di prova , quei traumi o ferite che ci impediscono di riconoscere cosa è un sorriso , ci impediscono di amare di emozionarci  e di dialogare con il mondo sorridendo.

Vorrei invitare ognuno di Voi a pensare  a tutte le volte che abbiamo perduto l’occasione di SORRIDERE sicuramente abbiamo perduto  l’unicità e l’irripetibilità della fase dell’accoglienza di noi stessi e degli altri  , la fase dell’Autostima e cio’ ci  invita o ci costringe al cambiamento, al superamento di comportamenti, di atteggiamenti  spesso anticamera di disturbi di varia natura se non anche di stili di vita sbagliati , di  patologie 

                               Siamo d’accordo tutti?

Se si perché allora sorridiamo così poco?  PENSATE!

Che cosa è il Sorriso ?

Il Sorriso è sempre una risposta comunicativa positiva che possiamo esprimere nell’immediatezza – e come si dice -non costa niente -; è la facciata positiva ben augurante che mostriamo all’interlocutore o agli interlocutori  che incontriamo in famiglia, per la strada, al lavoro; nei momenti ricreativi. E’ un atto sociale che ci permette di incontrare con successo le varie realtà attraverso o tramite l’esperienza quotidiana è un mezzo di comunicazione tra persone adulte;e difatti nel bambino il sorriso che si presenta già al 1 -2 mese di vita (SPITZ) dello sviluppo compare solo come moto espressivo , come reazione a stimoli esterni quali i suoni, le voci, le immagini, le persone famigliari . Egli passa da uno stato indifferenziato  tra mondo esterno e mondo interno. Il passo successivo del suo sviluppo comunicativo è il riso ; egli ride e va verso la strutturazione del proprio io, ma non è ancora l’espressione di un fatto emotivo come lo è nell’adulto.

E cosa rappresenta il sorriso?

Un atto sociale per eccellenza , una capacità comunicativa positiva e sana. Come abbiamo visto si passa da automatismi fisiologici nel bambino a espressioni intenzionali capaci di carica emotiva nell’adulto.

Ha tanti significati:positivi di cortesia, di simpatia, di benevolenza, di buon auspicio, di amicizia, di carità, di amore, di aiuto,, di corteggiamento,  di soddisfazione  di compiacimento come gratitudine,…

ma anche meno positivi quali  di compiacimento manipolatorio,  di sottomissione, di ipocrisia :

“L’ipocrita è un ragazzo che va a scuola con il sorriso sulle labbra” dice John Pollard, di sarcasmo e disprezzo…

Così la mancanza di ottimismo  puo’ dirci tanto e portarci verso il pessimismo.  Il pessimismo non è mai allegro , sorride poco. Entrambi comunque sono atteggiamenti esistenziali .

        Ci possiamo chiedere ma si puo’ modificare questo atteggiamento  pessimistico? Certo se lo guardiamo non con gli occhi  a tutti i costi si, di chi lo vive in senso infantile,  ma lo si guarda con gli occhi della realtà che non nasconde mai l’oggettività degli aspetti positivi e negativi entrambi presenti . E quindi possiamo considerare l’ottimismo ed il pessimismo non qualcosa di innato e di immodificabile ma qualcosa che possiamo  imparare a pensare con obiettività.

Si vedano i cambi d’umore  e la loro capacità di togliere il sorriso , il buonumore, la spensieratezza , l’allegria ,  di togliere la pace, la serenità ,  l’autoconsapevolezza,  l’ironia, l’autoironia, la gratificazione • l’umorismo ,  la voglia di frequentare ambienti di relax , es. il cabaret,  il teatro , destreggiarsi con la satira Le barzellette • la musica, il gioco; prima di giungere all’AIUTO-AIUTO perchè siamo  tetri, malinconici , di cattivo umore, piagnucolosi

Quindi il sorriso puo’ avere valenze diverse e significati diversi. Afferma Jaspers (Psichiatra Filosofo e Fenomenologo) che” il riso ed il pianto sono come piccole catastrofi corporee”

. Mentre Baudrillard afferma che “se si ride con gli altri è perché c’è qualcosa di piu’ di una economia inconscia, c’è la reciprocità dello scambio nell’annullamento simbolico del valore e del senso”.

Termino con la frase “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso Lo affermava C.Chaplin; che  è l’autore della  canzone stessa del nostro sottofondo SMAILE 

 

Per concludere :

Non potevo concludere senza una frase di Madre Teresa di Calcutta:

Lasciate che la bontà appaia sul vostro volto,

nei vostri occhi e nel calore della vostra accoglienza.

Per i bambini, per i poveri, per tutti quelli che soffrono e sono soli, abbiate sempre un sorriso gioioso.

Donate loro non solo le vostre premure,

ma anche il vostro cuore.

 

 

  2° INCON TRO: APERITIVI DEL SORRISO : 10 NOVEMBRE 2010

 Buonasera a tutti e ben trovati ed un grazie all’Associazione Dipiu’DI che ci da l’opportunità di regalarci un  sorriso …e… qualcosa DipiùDi…come segno solidale di Incontro e di  Pace.

Madre Teresa di Calcutta  diceva che “La pace inizia con un sorriso”.

Con questo proposito e lo stesso sentimento positivo io sono venuta qui per intrattenerVi; indubbiamente non so se riuscirò questa sera a farvi sorridere ma c’è tutta la mia intenzione di non farvi PERLOMENO piangere, rattristarVi, o annoiarvi perchè il sorriso rappresenta una risorsa, una ricchezza da non perdere, da riacquistare se l’abbiamo perduto, da ritrovare se l’abbiamo dimenticato perché il sorriso è importante per l’uomo come il sole lo è per i fiori, per la natura, per la vita.

I CASI PRATICI  DI OGGI  SONO FLASH CHE PRENDONO SPUNTO DALLA VITA PRATICA DAL CONCETTO CHE : SORRIDERE FA BENE, SORRIDERE E’ TERAPIA. MA COME IN TUTTE LE COSE CHE SONO DI QUESTO MONDO C’E’ SEMPRE IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA PERCHE’NON SEMPRE SI RIESCE A RIDERE E NON SEMPRE SI PUO’ RIDERE, NE TANTOMENO PIANGERE, MA PUR SEMPRE E’ BENE RICORDARE CHE LA VITA E’ UN DONO CHE MERITA DI ESSERE VISSUTO e come

dice  Oscar Wilde “Vivere è la cosa più rara del mondo: i più  esistono solamente”

Si, vivere ed essere nella gioia è importante ; sfortunatamente la realtà sovente non ci accontenta o se lo fa sarà dopo un periodo di faticosi cambiamenti.

Jim Morrison (frontman del gruppo musicale i Doors) affermava che: “Ridere e scherzare non sempre significa essere felici, a volte ridiamo e scherziamo, per non sentire  che dentro abbiamo voglia di piangere”. E’ vero  un sorriso può mascherare vari stati d’animo, quali gioia, tristezza, scherno.

Rammentavo già nel 1° incontro che  IL SORRISO  PUO’ ESSERE DECODIFICATO SOTTO DIVERSE ANGOLATURE:O PUNTI DI VISTA:

Se si fa una dissertazione in termini di Processi Neurobiologici del comportamento le emozioni che si sviluppano all’interno della nostra mente, sono il risultato di  reazioni chimiche che avvengono fra le molecole nel cervello e che determinano e condizionano i nostri comportamenti. Tant’è vero che secondo le neuroscienze il sorriso attiva  neurotrasmettitori chiamati  endorfine . Queste  sono un gruppo di sostanze prodotte dal cervello, dotate di proprietà analgesiche e fisiologiche simili a quelle della morfina e dell’oppio, capaci di  alleviare lo stress, esercitando un effetto tranquillante e rafforzante delle difese immunitarie. Studi recenti ipotizzano che il sorriso aiuti non solo il buonumore e a sdrammatizzare le situazioni, ma aiuti a calmare il potere ingravescente del dolore .

Nella prospettiva psicologico-esistenziale il sorriso puo’ essere analizzato negli aspetti del temperamento, del carattere, delle predisposizioni, ma anche di eredità acquisite dall’esperienza nella vita , nella quotidianità  infatti ci sono vissuti  inclini  a far sorridere, a gioire, a esultare, ma al contrario ve ne sono altri  che fanno piangere , che rattristano, che tormentano e che fanno disperare.

In termini di semplice  dissertazione psicologico-emozionale l’essere umano quando nasce , ha tutte quelle  tendenze innate alla gioia, al gioco, c’è infatti una predisposizione all’ottimismo, all’allegria,  ma, purtroppo quando si cresce, si diventa grandi,  questa naturale inclinazione puo’ essere interrotta in maniera temporanea o permanente  da cause ravvisabili ad es.  nell’ansia, nella depressione ,nella paura, nell’angoscia,  nei lutti , e in tutto quello che volgarmente chiamiamo disgrazie della vita:

Mi viene da citare l’adagio di un anonimo che dice che:

“Se guardi indietro potresti ricordare qualcosa che non tornerà più.(possono suscitare struggimento, nostalgia, rimpianto, ricordo, senso di colpa, rabbie soffocate…) Se guardi avanti potresti pensare a qualcosa che non arriverà mai (desiderio fallito, sogno frustrato, delusione o disillusione). Chiudi gli occhi e riaprili solo quando avrai la forza di tornare indietro senza piangere e guardare avanti sorridendo”. Aggiungo soloche  in quel momento  avrai capito che cosa significa  terapia del sorriso.

Tutta la dissertazione psicologica in sostanza  si snoda su 2 punti fondamentali :  da un lato  un aforisma , una citazione possono bastare per farci sorridere,  per dare leggerezza al nostro pensiero, al nostro umore momentaneo, dall’altro lato  il nostro stato emozionale piu’ sotterraneo meno visibile piu’ remoto,piu’ inconscio diciamo noi analisti di quel mondo esteriore apparente basato spesso su visibilità  falsate, fatto di modi di espressione convenzionali, che non si interroga , puo’ impedire di sorridere.

Peraltro, si possono considerare 4 tipi di fattori in grado di provocare un sorriso:

Il sorriso autentico, come espressione empatica  di una emozione positiva; il sorriso che tocca e  sgorga dal profondo è la medicina della nostra vita  benefica per tutti tanto da influenzare il nostro essere e vivere sociale e privato.: Prendiamo il grande esempio d’amore  donato ai bambini oncologici dalla clownterapy: Sperimentiamo quanto il clown sia l’esempio per antonomasia  della figura autentica e sincera dell’uomo che comprende riso e pianto e dell’attore che  fa sorridere tanta gente bambini  adulti e vecchi ; il  clown  sempre pronto  a giocare a mimare, a ridere  vicino al letto di un bambino malato, vicino ad un vecchio solo, attorniato da mille bambini nei circhi equestri,,  ma quando il sipario cala  e  la maschera del trucco cade  e l’artista  ritorna nei panni dell’uomo chi troviamo ? spesso un triste, un infelice..Io sono un clown e faccio collezione di attimi.” (Heinrich Böll)

 E dunque se ridere fa bene, ridere fa  bene a sè stessi e  fa bene agli altri.

  • Il sorriso finto, al contrario dell’autentico è il tentativo premeditato di simulare un’emozione positiva ; il sorriso falso  è tipico di chi si nasconde per celarsi.
  • Il sorriso convenzionale o di circostanza ha tutte le premesse per diventare autentico, è l’anticamera di rapporti piu’ profondi che si esprimono in un moto facciale o in un moto espressivo di circostanza e li possiamo sicuramente considerare un aspetto positivo  immediato, che seppure non cambia la vita nella profondità  puo’regalare momenti o attimi di rilassatezza; in questa situazione siamo in grado di dire con l’adagio: “Se la vita ti dà 100 motivi per piangere , tu dimostra di averne 101 per sorridere”. ..continua..” tu non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste…perché non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso” (G:Marquez).
  • ·     il sorriso malinconico, come identificazione di una condizione di infelicità che viene percepita come tale anche dagli altri. dice John Barrymore che Un uomo diventa vecchio quando i suoi rimpianti prendono il posto dei suoi sogni” ..

Ma vogliamo sforzarci nell’ottimismo, nell’autoironia  e dire che se…

“Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange”  (Paulo Coelho)

In fondo arrivare al traguardo sorridendo significa avere raggiunto le alte vette dell’amore … significa aver accettato la vita con i suoi alti e bassi: Infatti affermava  Madre Teresa di Calcutta

Che : La vera santità consiste nel fare la volontà di Dio con il sorriso