Riflessioni sulle possibili cause sociali più macroscopiche responsabili della distruzione della famiglia attuale

28 settembre 2010

Poter parlare di famiglia senza il silenziatore e senza il pregiudizio che dire la verità non è conveniente è una libertà irrinunciabile ; una libertà che prescinde da qualsiasi ideologia politica avulsa per sua natura da una neutralità peraltro necessaria in questo ambito psicologico e sociale .

Riflettere dunque sulla famiglia così come ci appare e studiarne le dinamiche interne ed esterne con la stessa libertà di chi è sorretto da una coscienza obiettiva e da un ordine morale integro diviene indispensabile per decifrare e riconoscere da un lato quei comportamenti distruttivi e autodistruttivi quasi sempre responsabili dei disagi e disastri umani e dall’altro lato riuscire con una buona traduzione della realtà a trovare i mezzi per riparare i danni che ne sono derivati.

Pensiamo a motivo della riflessione in corso ai tanti ostacoli presenti nell’attuale scenario sociale e politico; pensiamo alle miriadi di correnti di pensiero “spesso vittime di sè stesse e dei tanti secondo me”, che si autoproclamano detentrici della verità , ma che in ultima analisi sono così lontane da riferimenti valoriali etici concreti ed edificanti in grado di chiarire a chi cerca di vivere coerentemente nella vita il vero significato esistenziale dell’essere persona , dell’essere nel mondo Notiamo che alcune delle cause sociali responsabili della distruzione della famiglia sono da ricercare intimamente nel modo di essere e di pensare delle persone, ma che derivano sicuramente:

  1. dalla perdita delle radici cristiane:
    A suo tempo Papa Benedetto XVI a Ratisbona ha esortato al retto uso della ragione che può essere accolta da qualsiasi cultura e religione e si rivolge, prima ancora che alle altre religioni, all’Occidente che sembra rifiutare le radici, fìlosofìche e cristiane, su cui è stata costruita la sua cultura, in favore di un sapere esclusivamente tecnico-scientifico che perde di vista la realtà più ampia della ragione umana. Il rischio opposto è quello del rifiuto del valore della conoscenza razionale che può sfociare nell’arbitrio e nella violenza, rischio che ha toccato anche il Cristianesimo nella sua lunga storia, per quanto oggi sembri più diffuso, o almeno ha conseguenze più tragiche, nell’ambito di altre tradizioni ideologiche o religiose.
  2.  

  3. dall’avvento della secolarizzazione e dalla umanizzazione del pensiero:
    Tra le cause sociali che possono essere definite anticipatrici di modelli culturali , di sistemi valoriali negativi, possiamo citare la secolarizzazione e l’umanizzazione del pensiero che rifiuta Dio, e va verso la perdita della capacità di distinguere tra bene e male tra normalità e perversione; una perversione della coscienza e della ragione.Monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino­ Montefeltro (1), afferma che “la modernità ha cercato di realizzare un umanesimo senza Dio”, ha cercato di toglierlo di mezzo, per percorrere una strada che poggiasse totalmente sull’uomo, sul suo potere, sulla sua capacità di conoscere la realtà, per organizzarla scientificamente e manipolarla tecnologicamente. Il tentativo ben riuscito di creare un umanesimo senza riferimenti religiosi è come dire “non contro Dio, ma senza Dio”.

    Anche Sua Eminenza il Cardinale Carlo Caffarra ribadisce sulla stessa falsa riga che l’uomo “è pensato sempre di più come un fortuito risultato di processi naturali, lontani dalla onnipotenza di Dio e da ogni verità riconducile a Dio . La verità disincarnata dall’esistenza di Dio, libera l’uomo da ogni valore morale e di coscienza , lo libera dall’impegno assunto nel matrimonio e da qualsiasi tipo di vincolo , il rapporto uomo-donna perde la sua forma originaria di sacramento facendo gridare – di fronte alle percentuali sempre più esorbitanti di separazioni e divorzi” all’inutilità del matrimonio a favore di un fac- simile di matrimoni che con la famiglia tradizionale nulla hanno a che fare. Senza ombra di dubbio è’ messa in discussione la validità, la idoneità e la consistenza del matrimonio; la mentalità attuale è che la convivenza equivalga al matrimonio; in sostanza per vivere insieme non è necessario sposarsi e quindi pare di capire che il vecchio detto “fin che morte non ci separi” non abbia più valore.

    Peraltro c’è in atto il tentativo di subordinare la Fede alla politica o meglio la Chiesa allo Stato ; una controtesi che mostra tutti i segni di una patologia che tocca ampi strati della popolazione, , più che mai sostenuta da un governo cieco a quelle che sono le vere esigenze della società che senza evidente identità sociale non ha strumenti sufficienti atti ad arginare gli effetti di un danno che si sta perpetuando in senso bioetico alla persona umana, alla famiglia ed alla vita.

  4.  

  5. dal limite della ragione umana: l’abbattimento della coscienza obiettiva per una coscienza soggettiva:
    La società ha sviluppato soprattutto in questi ultimi decenni una coscienza soggettiva definibile anche egoismo soggettivo spesso alibi per la propria caparbietà e indocilità alla correzione morale. Solo con una coscienza oggettiva si realizza il passaggio per l’uomo che vuole costruire una vera vita. che abbia un senso.Sua Santità Benedetto XVI sottolinea infatti che senza una coscienza non esiste alcuna barriera al dominio dell’uomo sull’altro uomo. La coscienza è qualcosa di sacro che rimane inattaccabile solo se è in grado di ribellarsi alle influenze del mondo in quanto la signoria della coscienza garantisce la libertà (2) e mostra de facto la sua infallibilità.

    Di contrario avviso si muove questa società che è intorno a noi; così come ci appare, non mostra una coscienza pura e ci rimanda indignitosamente una immagine famigliare quanto mai sfigurata; lontana anni luce da quella famiglia che un tempo era fucina di vita e di valori. Aggredita dal relativismo imperante e dalle ideologie della post-modernità che hanno permeato quasi del tutto il tessuto sociale, la famiglia agonizza nel frastuono di questa cultura assordata e assordante che sfrutta l’ignoranza –cattiva consigliera- a favore delle nuove tendenze atte a distruggere la Verità a giustificazione della Menzogna.

    Allo sbando culturale la famiglia quindi è divenuta preda di derive comode, subdole, sganciate da qualsiasi progetto esistenziale e morale ritenuto restrittivo dai più della libertà di scelta soggettiva. lo stesso mons. Angelo Bagnasco (3), ne parla riferendosi ad Amnesty International, ed alla posizione assunta a favore della inclusione, tra i diritti umani riconosciuti, della scelta di aborto, magari anche solo nei casi di violenza compiuta sulla donna. derive che “ci rendono ulteriormente avvertiti del pericoloso sgretolamento a cui sono sottoposte le consapevolezze umane anche le piu’ evidenti, e della necessita’ urgente di una presenza qualificata quale può essere la coscienza capace di contrastare simili esiti se formata ed educata”.

  6.  

Alcune considerazioni psicologico-esistenziali che toccano la famiglia

La famiglia ci coinvolge tutti non foss’altro perché tutti siamo nati da qualcuno, siano essi poveri o ricchi, sani o malati per quel destino umano comune che volenti o nolenti ci lega a livello esistenziale . Vogliamo manifestare liberi da ogni forma ideologica, più incline a negare che a capire, che il pilastro della crescita della famiglia e della società è nel suo complesso quel sistema di valori etici morali in grado di fare breccia nel cuore di coloro che la compongono. A livello esistenziale infatti la famiglia è il caposaldo della società, è il vissuto sociale intimo delle persone che la compongono, è la salute stessa e va ben oltre ogni forma di ipocrisia, di derisione e di personalismi messi in atto in gran parte da quelle ideologizzazioni e culture secolarizzate in nome della modernità.

Noi, consideriamo che una delle ragioni essenziali che tolgono alla famiglia il suo valore esistenziale e morale si concentri sul limite della coscienza- Di fatto, il limite della coscienza ci sembra sia sotto gli occhi di tutti, come le conseguenze date dal corrompimento delle radici famigliari come l’abbiamo fino a qua citata , la società continua nel suo intento autodistruttivo e distruttivo imperterrita e confusa, sempre più solcata da una cecita’ morale destinata a perpetuarsi ed aggravarsi , verso una china che il tempo già testimonia nella dilagante intromissione della pornografia, della violenza omicida in famiglia così come delle efferatezze degli abusi sessuali, degli incesti e degli aborti, . E’ venuto meno quel codice morale che pone il limite , quel limite capace di distinguere un comportamento lecito da un comportamento perverso.

Disgraziatamente, ci dobbiamo riferire indistintamente a tutti credenti e non credenti, famiglie laiche e consacrate perché le conseguenze della corruzione dilagante del tessuto sociale non ha risparmiato nessuno. La mentalità corrente secolarizzata non ha dispensato nemmeno quelle famiglie che pur avendo alle spalle tradizioni, valori educativi e morali irreprensibili, non riescono più a rimanerne immuni costituendo una casistica significativa e di grande preoccupazione sociale , in particolar modo per il Magistero della Chiesa. Il nulla allora permea questa nostra realtà , ma il nulla non trova speranza in nessuna parte dell’universo e oltre e l’uomo alla deriva di se stesso sarà invece in balia dei propri bisogni psichici istintuali, violenti e possessivi che coinvolgono a tutto tondo individui e società.

L’immagine della famiglia sfigurata minata dal cancro immorale

L’espressione del danno alla famiglia è visibile da tutti coloro che ancora sorretti da un briciolo di coscienza hanno il coraggio –perché solo così si può dire –di denunciarne i fatti ed i misfatti; in questi ultimi tempi poi gli attacchi sono diventati più espliciti ed aggressivi contro la famiglia. sia il Papa Benedetto XV1 che il suo predecessore Giovanni Paolo II hanno denunciato che con l’invasione del secolarismo l’uomo ha respinto Dio: non accettando di conseguenza “l’istituzione naturale” della famiglia e non comprende il dono che è nell’ amore unitivo e procreativo dell’ uomo e della donna , della comunione di vita sorretta dalla fedeltà e della reciprocità fin che morte non separi ( in Humanae Vitae 12 ) gli anarchici della morale potrebbero intervenire e definire questa sana preoccupazione un allarmismo inutile perché , dicono, che questi comportamenti esistono da sempre , da che mondo è mondo a significare il bisogno dell’uomo di vivere liberamente le sue scelte senza la intromissione di un Dio (ora ne hanno messo in campo tanti) senza considerare però la realtà nuda e cruda come si presenta oggi e senza rimedi concreti capaci di bloccare questa forma di emorragia sociale e morale.

E’ necessaria una riflessione che vada oltre l’egoismo soggettivo e si collochi sulla obiettività dei fatti che accadono:

  • con gli attentati alla vita (contraccezione, aborto, tentativi di manipolazione genetica, fecondazione assistita, eutanasia, testamento biologico, clonazione ), l’uomo viene spogliato, privato della sua dignità di persona; perde la capacità di decidere in scienza coscienza. Gli orrori dell’aborto non riconosciuto come omicidio dalle leggi dello Stato : “ In Europa una delle cause che determinano sempre di più il calo della natalità del vecchio continente è il dramma dell’aborto: ogni anno si impedisce a molte migliaia di bambini di nascere.
  • con gli attentati alla famiglia: (divorzi, infedeltà, convivenze, coppie di fatto, riduzione dei matrimoni, ritenuta da alcuni solo un problema biologico e non relazionale, sostengono che sia solo una invenzione della Chiesa. (San Paolo ai. Romani 1,24-26)
  • con gli attentati alla persona :la pedo-pornografia, abusi spesso perpetrati in seno alle stesse famiglie sui minori e sugli adulti, il sesso maniacale, il maltrattamento intrafamigliare, e parentale, la violenza omicida, le dipendenze, il suicidio) . In Genesi: Eva vide che il frutto dell’albero era “buono da mangiare e seducente per gli occhi…” (Vangelo di Giovanni 3,6). Monsignor Bagnasco nell’Omelia alla Vigilia della Solennità di N.S. della Guardia a Genova nell’agosto del 2007, sottolineava all’assemblea che non bisogna lasciarsi ingannare dalle molte voci che vogliono farci credere che ciò che conta è solo ciò che cade sotto i nostri sensi. Non è vero che l’uomo è solo corpo e che deve essere sempre e comunque soddisfatto, che la vita presente è tutto e bisogna spremerla come godimento il più possibile perché dopo, avverte, dopo verrà la notte del nulla.
  • con gli attentati ad una corretto modello pedagogico capace di formare la coscienza dell’uomo : In una parola il laicismo imperante sta affermando una feroce negazione delle tradizioni educative cristiane proprio qua nel nostro occidente, coinvolgendo e sfigurando i modelli educativi sino ad ora unici riferimenti basilari per la società famigliare: nelle scuole, nelle altre strutture o agenzie educative, negli istituti , nelle comunità, nel mondo del lavoro e sulla strada, e all’interno delle famiglie stesse d’origine si inneggia alla diseducatività.

Addirittura a livello dell’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite si chiede un impegno degli Stati membri a tutela di ogni forma di violenza all’infanzia eliminando e modificando atteggiamenti e sistemi valoriali e culturali che giustificano o normalizzano la violenza, incluso forme violente di educazione dei fanciulli (N.Y. 27.11.2007).

Una denuncia che ci riguarda ; diviene indispensabile intraprendere azioni sui media per i modelli culturali che diffondono, dai programmi televisivi, ai modelli maschili e femminili sviliti, volgari diseducativi che vengono proposti .In Europa la televisione italiana è considerata malissimo proprio a motivo di questi modelli. E’ ridicolo che, anche a livello governativo, si propugni da un lato la cultura dell’infanzia e dall’altro la televisione continui un’ opera costante di diseducazione e diffonda una sottocultura di violenza.

Altro che tenere conto delle differenze di genere e lavorare per la prevenzione della violenza sulle bambine. (da una nota del Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattameno e gli Abusi all’Infanzia).

Ci preme manifestare il sospetto che dietro alla rovina della persona e della famiglia con l’abbattimento della Coscienza Morale e Religiosa, ed il conflitto di interessi tra Scienza e Fede si celi una stretta correlazione tra malattia morale e malattia psichica; una correlazione di causa-effetto.

In taluni contesti accademici la scienza non ipotizza affatto una possibile incidenza tra la malattia mentale e la malattia morale se non per ritenere la Chiesa colpevole di moralizzare ingiustamente ogni contesto educativo dimenticando che la perversione , i maltrattamenti e gli abusi in forte percentuale si attualizzano in ambienti famigliari già di per sé malsani e privi di ogni formazione morale predisposti alla immoralità (inteso quell’atteggiamento contrario alla norma morale fondamento del costume sociale) inculcando così nei giovani un disagio ed un bisogno sempre più forte di liberare la propria aggressività pulsionale per gestirla nel proprio privato come meglio si crede fino all’estremo.

Analizzando poi alcuni modelli psicologici come quelli di Bowlby (1982) e Weiss (1995), sulla teoria dell’attaccamento: si conferma che esiste una reale trasmissione transgenerazionale del maltrattamento e abuso all’infanzia. Gli Autori concordano ampiamente sulla stretta correlazione esistente tra maltrattamenti ai figli e stili di attaccamento esperiti dai genitori all’interno delle proprie famiglie di origine. Spesso i genitori che maltrattano sono stati bambini maltrattati e sono condannati sovente alla ripetizione dell’esperienza di abbandono e rifiuto della propria infanzia. Non a caso le madri vittime di violenza sono danneggiate dalla loro propria esperienza di maltrattamento nell’empatia. Così dicasi degli stessi padri violenti. Citiamo inoltre le conseguenze dei vari traumi subiti e agiti di violenze, di maltrattamenti, premonitori spesso di sindromi post-traumatiche da stress. Il prof. Van Der Kolk dell’Università di Boston, stima in una percentuale del 10% della popolazione mondiale il trauma derivante da violenza. Conferma che il trauma infantile è all’origine di numerose conseguenze in età adulta: dalla dipendenza da sostanze ai disturbi psicologici e psichiatrici, dell’affettività, della sessualità, sino alla devianza , alla aggressività.

Quindi ipotizzare la congiunzione tra malattia psichica e malattia morale è molto vera. Non a caso se certi comportamenti sessuali non trovano un controllo ed un ostacolo sulla loro strada, la china perversa li attende sino a modificarsi in gravi patologie sessuali a sfondo criminale. Non basta quindi conoscere i concetti scientifici per sentirsi al riparo dalle nefandezze dell’umanità : bisogna ascoltare la voce interiore della coscienza morale e viverli di conseguenza. Se ciò non avviene la pressione perversa non controllata verrà solo agita ; interiorizzata produrrà altre perversioni mietendo nuove vittime. La spinta a quei “piaceri “oramai piegati alle richieste perverse producono un disordine grave a tutta la persona, in senso psicopatologico e immorale.

Conclusione

Con il modello educativo della liberalizzazione da ogni qualsivoglia morale anche sessuale si sono liberate quelle idee perverse dal nostro inconscio –termine psicologico per definire il luogo dove la furia dell’istinto domina incontrastato – che non sopportando le frustrazioni -che la rinuncia comporta – prevarranno sotto forma di istinti bestiali e aggressivi e senza catastrofismo . L’unica forza capace di contrastare i danni dell’impulso è la COSCIENZA.

Ricordando le parole date al popolo di Dio nell’esortazione apostolica Familiaris consortio” da Giovanni Paolo II dove si afferma che la famiglia risente di questo degrado e lo possiamo vedere nelle conseguenze e nelle minacce che emergono quotidianamente ai danni della famiglia; noi dobbiamo chiederci come possiamo dominarle? Chi è in grado di arrestare questa distruzione nella società civile ? I politici , di conseguenza, la politica deve essere in grado di rispondere ai veri bisogni dell’uomo nella salvaguardia della sua dignità per un mondo migliore capace di sconfiggere il degrado che è il vero limite dell’uomo. I Padri Sinodali dal Sinodo dei Vescovi datato Roma 26 settembre e 25 ottobre 1980 hanno ricordato, tra gli altri, i seguenti diritti della famiglia: “La Chiesa difende apertamente e fortemente i diritti della famiglia dalle intollerabili usurpazioni della società e dello Stato”. Ricordiamo le parole date al popolo di Dio nell’esortazione apostolica “Famiiaris consortio” (n. 75) dal papa Giovanni Paolo II:
“…Il futuro del mondo e dell’umanità passa attraverso la famiglia.” Vogliamo terminare lasciando aperti ampi spazi alla riflessione ed alla discussione, considerando che la nostra riflessione è solo uno interpretazione di un metodo di lavoro psicologico attento alla coscienza dell’uomo come vero baluardo di guarigione per se e per gli altri uomini. Certo è che la condizione riparativa della Chiesa è in grado di far coincidere ragione e fede in un modo nuovo, superando le limitazioni autodecretate della ragione a ciò che è verificabile nell’esperimento, dischiudendoci a tutta la ampiezza del creato ed alla docilità a Dio che di esso ne è l’Assoluto. Fra i tanti concetti di coscienza, ci piace pensare che la coscienza è la voce di Dio dentro di noi, assumendo la coscienza un carattere assolutamente inviolabile, la quale verrebbe a trovarsi al disopra di qualsiasi legge umana (4). Con l’unione di un intimo legame diretto tra Dio e l’uomo, acquistiamo una dignità assoluta e la capacità di comprendere il bene e scacciare il male che è in noi e divenire testimoni della verità.


In 2Cor 4,4 leggiamo: “Il dio di questo secolo ha accecato la mente incredula (di coloro che si perdono), perché non rifulga ad essi lo splendore del glorioso vangelo di Cristo “. Parlando agli uomini del nostro tempo Papa Giovanni Paolo II li illuminava denunciando il pericolo imminente che corre la Famiglia e la Società Civile rispetto al Piano di Dio (5). .(6)

Richiamava l’attenzione. Di tutti indistintamente, dalle singole genti, alle istituzioni e si domandava: “se dopo la definitiva sconfitta storica del nazismo e del comunismo nei Paesi Occidentali non operi ancora una nuova ideologia del male, forse più subdola e celata che tenta di sfruttare contro l’uomo e contro la famiglia, perfino i diritti dell’uomo”. Il carattere ideologico di campagne che nella realtà vogliono eliminare ogni tutela sociale della famiglia fondata sul matrimonio ossia di un attentato ai valori morali fondamentali, in quanto precedono logicamente l’adesione alla fede cattolica, così come precedono le libere opinioni politiche”.

Riferimenti bibliografici

(1) Negri mons. Luigi . Per un umanesimo del Terzo millennio. Il magistero sociale della Chiesa. Edizioni Ares, pagine 296

(2) J: Ratzinger. La coscienza nel tempo. Conferenza alla Reinhold-Schneider-Gesellschaft, in Chiesa, Ecumenismo e Politica. Edizioni Paoline, Torino, 1987.

(3) Presidente della CEI – Consiglio Permenente . Roma 18 settembre 2007

(4) J. Ratzinger . La teologia morale oggi: Conferenza per la Diocesi di Civitavecchia, 7 giugno 1986. Pubblicata su Avvenire Lazio- sette 2005.

(5) Dal C.C.C. p.544 al p. 1 art. 2201.

(6) Mons. A.Livi. La famiglia nel piano di Dio. Dal mensile di informazione e formazione apologetica . Il Timone .Anno IX Luglio-Agosto 2007